Turbanti e foulards

Il tessile nella cura: perché malato non deve essere sinonimo di trascurato

In questi anni ho sviluppato un coinvolgimento emotivo e un’attenzione via via crescenti nei confronti delle persone soggette alla caduta dei capelli per problemi di salute. Molti studi (e molto buon senso, soprattutto) dimostrano come l’aspetto psicologico sia fondamentale per affrontare e risolvere positivamente una malattia.

Mi sono chiesta più volte se avrei potuto fare qualcosa di bello da poter indossare per aiutare le donne a sentirsi meglio e a proprio agio anche in una situazione che esula dalla “normalità”. Non solo chemioterapia: ci sono numerose storie, in contesti meno gravi, che presentano problematiche simili e la perdita parziale o totale dei capelli.

Ai turbanti ci sono arrivata un po’ per caso, come sempre accade: lo scaldacollo è diventato uno scaldatesta, e da lì un cappellino vero e proprio. Dal cappellino invernale ho sperimentato via via una versione leggera, poiché la parrucca con l’estate tiene caldo. Poi ho conosciuto Ines, esperta del settore, che mi ha dato consigli preziosi, e insieme a Manuela dello Preite abbiamo realizzato questa versione di turbanti molto versatili e freschi, in parte rielaborati da foulards esistenti, in parte realizzati con sete e cotoni leggeri, da legare dietro la nuca, raccogliere a chignon o annodare sopra la testa.

…Che poi la testa alla Sinéad O’Connors vada di moda, ci può stare, ma deve essere, nel caso, una scelta libera, e chi rimpiange i capelli deve poter trovare un accessorio – parrucche, cappelli, foulards… – che compensi questa mancanza. Se poi l’accessorio è carino, è realizzato con tessuti di qualità e ha dei bei colori, meglio ancora.

Un momento di leggerezza e di cura di sé: un aiutino per sentirsi meglio è un piccolo seme concreto di ottimismo e speranza.

Turbanti conturbanti rinnovati

Nuovi tessuti e fantasie animano questo inverno alle porte.

La fascia scaldacollo/scalda testa è un accessorio consolidato: diversi gli elementi che lo caratterizzano, apprezzati molto da chi lo utilizza da anni: l’arricciatura del tessuto che crea un motivo decorativo sbarazzino se portata di lato, l’ottima vestibilità grazie alle misure contenute – non troppo largo né troppo stretto…è giusto -, il calore del micro pile di alta qualità accompagnato da inaspettata leggerezza.

In questo oggetto “scaldoso” e “comodoso” ho trascinato anche Manuela Dello Preite con la quale abbiamo ricercato nuove fantasie e studiato insieme soluzioni alternative (cuciture, fili ecc) durante la confezione.

 

Scaldacollo/scaldatesta rinnovati

E’ di nuovo inverno. Nuovi tessuti sono stati fonte di ispirazione per la versione aggiornata degli scaldacollo/scaldatesta.

Fantasie geometriche, floreali non troppo leziose, pied-de-poule e piccoli pois vestiti d’autunno: colori caldi e morbidi accompagnati da note più accese in piacevole contrasto.

Con Manuela Dello Preite ci siamo entusiasmate per questi nuovi tessuti la cui resa si trasforma una volta indossati come copricapo o come scaldacollo.

Per lui e per lei di ogni età, raffinati e sportivi al tempo stesso.

C’è chi lo usa da anni e guai a toccarglielo anche se il tessuto ha in parte ceduto al tempo, chi lo tiene addosso tutto il giorno e non se ne accorge, chi ci va a dormire e ce l’ha ancora al collo la mattina dopo. Una buona soluzione anche per i bambini che spesso mal sopportano la lana “che punge” sulla pelle, o una sciarpa troppo stretta.

 

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