Borsa fasciatoio: per un cambio del bambino pratico e… femminile!

Quando una mamma resta donna anche con i pannolini nella borsa.

Quando avevo le bambine piccole ho usato tantissimo un telo che serviva per il cambio fuori casa e che con una semplice piegatura e un paio di bottoni diventava una sorta di borsa. All’interno infilavo due pannolini e le salviette, anche se spesso qualcosa lo perdevo per strada; l’oggetto era abbastanza funzionale ma privo di identità e piuttosto anonimo.

Mi è rimasta a lungo l’idea di realizzare una borsa fasciatoio degna di essere l’una e l’altra cosa, fino a che, con la complicità di Manuela dello Preite abbiamo realizzato questo modello: una borsa fasciatoio pratica ed elegante con sottile imbottitura all’interno per sentirsi (anche) donne oltre che mamme.


Chiusa ai lati da robusto velcro, consente di portare tutto il necessario per il cambio fuori casa. Con un semplice gesto la borsa si apre completamente e diventa fasciatoio; dopo il cambio, con altrettanta facilità il fasciatoio si richiude a borsa.

E quando ci si libera di pannolini e salviette? Una volta che il bambino è cresciuto la borsa può essere usata come porta giochi o telo base per una merenda ai giardini.

Turbanti e foulards

Il tessile nella cura: perché malato non deve essere sinonimo di trascurato

In questi anni ho sviluppato un coinvolgimento emotivo e un’attenzione via via crescenti nei confronti delle persone soggette alla caduta dei capelli per problemi di salute. Molti studi (e molto buon senso, soprattutto) dimostrano come l’aspetto psicologico sia fondamentale per affrontare e risolvere positivamente una malattia.

Mi sono chiesta più volte se avrei potuto fare qualcosa di bello da poter indossare per aiutare le donne a sentirsi meglio e a proprio agio anche in una situazione che esula dalla “normalità”. Non solo chemioterapia: ci sono numerose storie, in contesti meno gravi, che presentano problematiche simili e la perdita parziale o totale dei capelli.

Ai turbanti ci sono arrivata un po’ per caso, come sempre accade: lo scaldacollo è diventato uno scaldatesta, e da lì un cappellino vero e proprio. Dal cappellino invernale ho sperimentato via via una versione leggera, poiché la parrucca con l’estate tiene caldo. Poi ho conosciuto Ines, esperta del settore, che mi ha dato consigli preziosi, e insieme a Manuela dello Preite abbiamo realizzato questa versione di turbanti molto versatili e freschi, in parte rielaborati da foulards esistenti, in parte realizzati con sete e cotoni leggeri, da legare dietro la nuca, raccogliere a chignon o annodare sopra la testa.

…Che poi la testa alla Sinéad O’Connors vada di moda, ci può stare, ma deve essere, nel caso, una scelta libera, e chi rimpiange i capelli deve poter trovare un accessorio – parrucche, cappelli, foulards… – che compensi questa mancanza. Se poi l’accessorio è carino, è realizzato con tessuti di qualità e ha dei bei colori, meglio ancora.

Un momento di leggerezza e di cura di sé: un aiutino per sentirsi meglio è un piccolo seme concreto di ottimismo e speranza.

Turbanti conturbanti rinnovati

Nuovi tessuti e fantasie animano questo inverno alle porte.

La fascia scaldacollo/scalda testa è un accessorio consolidato: diversi gli elementi che lo caratterizzano, apprezzati molto da chi lo utilizza da anni: l’arricciatura del tessuto che crea un motivo decorativo sbarazzino se portata di lato, l’ottima vestibilità grazie alle misure contenute – non troppo largo né troppo stretto…è giusto -, il calore del micro pile di alta qualità accompagnato da inaspettata leggerezza.

In questo oggetto “scaldoso” e “comodoso” ho trascinato anche Manuela Dello Preite con la quale abbiamo ricercato nuove fantasie e studiato insieme soluzioni alternative (cuciture, fili ecc) durante la confezione.

 

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