Alla salute! (Secondo round)

Utilità a confronto.

Dalla prima edizione del “portagranuli”, contenitore di boccettini omeopatici, è passato un po’ di tempo. Diciamo un paio di anni. Le due versioni “grande” e “piccola” si sono dimostrate utili e pratiche per chi le ha utilizzate quotidianamente.

La ricerca nel sperimentare nuove soluzioni mi ha portato, però, ad evolvere il progetto per conseguire migliore funzionalità ed estetica.

Rispetto alla prima versione ho cambiato l’orientamento e ottimizzato le dimensioni e la lavorazione, scelto un materiale di base diverso  – rigido, ma con un interno morbido per avvolgere meglio i boccettini, in particolare quelli in vetro. Inoltre il modo di aprire e chiudere i portagranuli sono stati modificati per rendere il movimento più veloce e agevole.

In pratica, rivisto completamente il progetto.

La versione piccola si chiude in due movimenti; per la chiusura ho usato del velcro alto 5 cm, molto “sostenuto” e a prova di “fuoriuscita” dei boccettini dai lati!

La versione grande si chiude anch’essa in due movimenti, suddividendo di fatto il contenuto in 4 “settori”; per la chiusura ho invece usato due bottoni a pressione che chiudono il contenitore su sé stesso.

La parte più laboriosa che richiede pazienza e precisione rimane quella di misurare sull’elastico e sulla stoffa interna  i punti di fissaggio per creare il “passo” tra i diversi boccettini, secondo una sequenza precisa per far stare l’intera cura all’interno del portagranuli, per poi cucire elastico e stoffa.

Nel contenitore piccolo c’e spazio per 6 granuli, 3 monodosi e 3 gocce. Nel contenitore grande ci possono stare 20 granuli, 9 monodosi e 4 gocce.

Non vado oltre per non tediare, ma, nonostante la semplificazione, la realizzazione di un contenitore è ancora lunga e piuttosto laboriosa.

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