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Borsa fasciatoio: per un cambio del bambino pratico e… femminile!

Perché una mamma resta donna anche con i pannolini nella borsa!

Quando avevo le bambine piccole ho usato tantissimo un telo che serviva per il cambio fuori casa e che con una semplice piegatura e un paio di bottoni diventava una sorta di borsa. All’interno infilavo due pannolini e le salviette, anche se spesso qualcosa lo perdevo per strada; l’oggetto era abbastanza funzionale ma privo di identità e piuttosto anonimo.

Mi è rimasta a lungo l’idea di realizzare una borsa fasciatoio degna di essere l’una e l’altra cosa, fino a che, con la complicità di Manuela dello Preite abbiamo realizzato questo modello: una borsa fasciatoio pratica ed elegante con sottile imbottitura all’interno per sentirsi (anche) donne oltre che mamme.


Chiusa ai lati da robusto velcro, consente di portare tutto il necessario per il cambio fuori casa. Con un semplice gesto la borsa si apre completamente e diventa fasciatoio; dopo il cambio, con altrettanta facilità il fasciatoio si richiude a borsa.

E quando ci si libera di pannolini e salviette? Una volta che il bambino è cresciuto la borsa può essere usata come porta giochi o telo base per una merenda ai giardini.

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Alla salute! (Secondo round)

Utilità a confronto.

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Guardandomi attorno con occhi attenti…

 

Ogni cosa è ispirazione per me: un bottone impolverato, un filo ritorto, una carta buttata per terra, un materiale bizzarro. Ed è una cosa bellissima, che mi rende viva e vitale, entusiasta per tutto. Allo stesso tempo è spesso anche un problema perché non sto mai “ferma” con la mente. E qualche volta fatico a non farmi sopraffare dall’ansia creativa…

Penso, “macino”, immagino, progetto, e infine – a volte – creo.

Lo stesso è successo quando una cara amica che dalla città si è traferita al mare mi ha regalato una bustina realizzata con un materassino bucato, creazione di una sua “nuova” amica, mitica Karen Bauel Borrelli, che ha inventato questo progetto meraviglioso di recuperare in giro per le spiagge toscane gonfiabili abbandonati per realizzarne oggetti di ogni tipo! Guardatevi il sito è bravissima! www.bauerborrelli.com

Plastica cucita… mumble mumble

Tessuto impermeabile… mumble mumble

“Copiare” è una brutta parola, meschina, che non mi appartiene; “prendere ispirazione” ha un’altra – alta – dignità!

Così ho provato a vedere cosa succedeva con la piscinetta bucata delle mie bimbe, poi con una più grande di un’amica…tutta gialla e blu, con i teli copri monitor/tastiera che ho trovato impolverati nell’ufficio di mio papà…con il pungiball fuori uso di Martina e Antonio.

E’ bastato guardarsi attorno con occhi attenti!

E intanto ho pensato a come interpretare un’idea meravigliosa calata nel mio mondo – i bambini, la famiglia, l’oggetto utile, la passione per la grafica e il design…- e nella mia città – niente mare a Torino, ma tante piscine!

E così, a modo mio, è nata la prima bustina porta ciabatte/porta costume/porta shampoo: da un disegno di base ho declinato un  modello che potesse assumere diverse forme “marine” (si tratta pur sempre di acqua anche se ricca di cloro!). E così hanno preso vita pesci, granchi, balene, “caccarughe”, polpi.. e poi angioletti, gallinelle di campagna!

La bustina rettangolare “classica”, pratica e senza fronzoli, diventa di facile riconoscimento grazie a piccoli elementi grafici variamente composti: la bustina sorride, ammicca, accenna una smorfia…

Un gioco ironico e divertente che elimina sacchetti di plastica maleodoranti dalla borsa della piscina e diventa elemento indentitario: le ciabatte umide di papà avranno il loro posto riservato e non finiranno per sbaglio nella bustina dei costumi bagnati dei bimbi… forse!

Ps. Non è esattamente il materiale più facile da cucire… 😉

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