Shoulder bag

Shopping bag e incrocio magico

La classica shopping bag, rettangolare, da tutti i giorni, ma impreziosita dall’elemento colore del gros.

Queste sono le prime borse che ho fatto, qualche anno fa, come regalo di Natale alle amiche più care.

Per farne una ci ho messo più o meno tre giorni…Ad ogni cucitura mi rendevo conto di aver sbagliato la sequenza: e così scuci, ricuci, e poi di nuovo…

Il gioco è dato dall’incrocio di due stringhe di gros colorato che diventano motivo estetico e funzionale allo stesso tempo: l’ho ribattezzato “incrocio magico”.

E la cosa divertente è che ogni borsa ha due facce, simili ma diverse, più o meno asimmetriche!

Variazione con stringa orizzontale coordinata con maniglie.

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My tote bags

La tote bag era nata con l’idea che avrebbe dovuto sostituire una busta di plastica tradizionale quando ancora impazzavano ad ogni polso all’uscita del supermercato.

Doveva essere una borsa robusta, ampia, leggera e “pieghevole”.
Ho provato a farne alcune e alla fine del lavoro, tra il tempo impiegato per la confezione, il materiale e il risultato, mi dispiaceva quasi considerarle da usare “solo” per la spesa.
Così via via le ho rifinite ulteriormente, foderandole, ricercando i tessuti adatti, inserendo ampie tasche, regolando il giro spalla così da adattarle a corporature diverse e alle stagioni.

Una curiosità: l’anello di sicurezza che serve per agganciare chiavi o portafogli e trovarli in breve tempo, è di fatto un anello delle tende. L’ho rinominato “anello Mariella” perché richiesto da una mamma e nonna molto pratica che non voleva farsi rubare il portafogli una seconda volta…

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Borsina piccolina “piculina” – square bag

La borsina piccolina – o “piculina” come diceva mia figlia L. tra i 2 e i 3 anni – nasce dall’idea di poterla tenere sotto braccio facendo nel frattempo altre cose, ovvero portandosi dietro tutto l’occorrente ma lasciando da parte pesi eccessivi e zavorre (aperitivo? chiacchierata per la strada? museo? sigaretta davanti al locale?).
Nasce così una borsina un po’ quadrata, dalla linea semplice ma sufficientemente capiente e robusta.

Il manico è imbottito, morbido ma resistente (perché, si sa, una borsa è sempre da riempire finché si può!…un po’ come la lavatrice!). Ha una lunghezza “giusta”, non è né lungo né corto, ma si adatta al giro spalla, così non servono bottoni o cerniere per proteggere il contenuto.
Alcuni laccetti compaiono di quando in quando come variante frivola, un vezzo…

Mi è piaciuto giocare con i tessuti, ricercare accostamenti di materiali e di colori, contrapponendo tessuto esterno e fodera: ruvido fuori, liscio dentro; rigido fuori, morbido dentro.
Infilare la mano nella borsa diventa quasi una carezza (…ma solo per la proprietaria!).

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