Trousse omeopatia

Alla salute! (Secondo round)

Utilità a confronto.

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Alla salute!

Ovvero santa pazienza e grande amicizia.

Da parecchio tempo S., convinta mamma e donna pro medicina alternativa nonché carissima amica, mi chiedeva di realizzarle un “qualcosa” che potesse contenere i suoi numerosi granuli omeopatici. Questa apparentemente semplice richiesta si è poi via via perfezionata: si trattava di realizzare un contenitore di pronto intervento con un minimo contenuto di granuli, e un altro, diciamo un kit completo, per la cura mirata alla persona.

Il parto è stato lungo, anche se il risultato sembra semplice, quasi scontato (ma la forza di un progetto non dovrebbe forse essere questo? Less is more…).

Le criticità che via via sono emerse nel progettare e realizzare da zero l’oggetto sono varie (e soprattutto eventuali), sia pratiche, sia tecniche sia estetiche. L’elastico e la sua componente elastica (la scelta è ricaduta su uno rispetto a diversi altri): doveva “tenere” ma la manovra infila-togli doveva essere facile;  il fatto che si potesse leggere il nome del medicinale – o almeno intuirsi. La componente “peso complessivo”– se un contenitore non contiene il contenuto e il tutto si rovescia per terra è un problema… – ; gli elementi all’interno, non solo granuli ma anche monodosi e gocce: cioè diversi pesi e misure che poi dovevano essere sovrapposti e convivere insieme; da qui il rigore geometrico del passo “orizzontale” e dello sviluppo dell’elastico lungo la circonferenza. Ah, già, il tessuto…scelto con rigore e una certa “rigidezza”.

Non vado oltre per non tediare ma il lavoretto è stato complesso… il risultato infine è piaciuto e sembra funzionale. Diciamo un lavoretto da “vergine” con una certa grinta e costanza “leonina”.

Ps. (tanto per…) le misure dei medicinali in oggetto non sono quelle “normali” dei più diffusi ma si tratta di  una ditta che ha le sue misure (…come tutti d’altronde!).

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