Creatività in comune: da Democreativa a Via Parma 53 Atelier Condiviso

 

C’era una volta…

Così cominciano tutte le storie.

E così ha inizio il racconto di un laboratorio condiviso: condivisione di spazi, attrezzature, ma soprattutto di un progetto e di sensibilità artistiche.

Era il 2010, a Torino, sala di attesa dello studio dell’amministratore del mio condominio; anonima bacheca in sughero, un solo fogliettino apparentemente fuori luogo: “cercasi artigiani/artisti per condividere laboratorio attrezzato. Telefonare ecc. ecc.”.

Interessante, bell’idea… di più: grandiosa!

In casa a cucire non ci stavo più dentro, nel senso che non ci stavo proprio più fisicamente… troppe stoffe, troppe idee, troppi pochi mq soffocavano la mia voglia di creare. Un solo tavolo, quello della cucina (o della sala, a seconda del punto di vista); lo stesso per i compiti, per cucinare o per cucire. Togli e metti, metti e togli, non potevo durare ancora molto, nonostante mio marito – santo subito! – molto paziente. La soluzione era una sola: quella di trovarmi un posto dove “fare cose” fuori casa, ma anche dove poter stipare il materiale accumulato in maniera seriale in numerosi sacchetti, scatole e contenitori diversamente (non) organizzati.

Inoltre, dopo un anno passato per lo più a casa (grazie alla “crisi”), l’idea di uscire e “fare cose” con qualcun altro mi piaceva molto ed ero certa che mi avrebbe fatto bene.

Il bigliettino in bacheca giunge come un messaggio dal tempismo perfetto. Così ho conosciuto David: eccentrico e vulcanico artigiano creativo con il quale ci siamo subito trovati in sintonia. Tanto entusiasmo, voglia di fare e di condividere un progetto che ci riempiva il cuore, quello di avere un posto dove creare in compagnia con attrezzature che da soli è difficile acquistare a meno di un’attività professionale propria.

Il primo laboratorio è stato in zona San Paolo, una casetta su due piani interno cortile con una parte di falegnameria a piano terra e un locale per lavori “puliti”, e quindi per le stoffe, a primo piano. Coinvolsi un’amica e partimmo in tre. “Democreativa” faceva i primi vagiti, prima un’idea, poi un’associazione vera e propria.

L’idea alla base era di poter condividere lo spazio pagando un affitto minimo a fronte di un impegno “attivo” nell’associazione, ovvero suddividendosi compiti e ruoli: contabilità, comunicazione, rapporti con il territorio, ricerca di persone interessate al progetto…. Si trattava inoltre di un luogo a rotazione, dove ognuno poteva svolgere le proprie attività, usare lo spazio quando necessario e poi “pulire il tavolo e lasciarlo ad altri”. Non un co-working, ma un luogo di scambio e confronto su tecniche, modi di realizzare le cose, capacità personali, sogni.

Un bel progetto, visionario e ambizioso al tempo stesso, che per realizzarsi avrebbe avuto bisogno di tempo e di persone adatte.

Per varie vicissitudini poco dopo, nel 2011, ci spostammo in un altro laboratorio, in via Napione, zona Vanchiglia: 20 mq, di fatto una stanza fronte strada, bagno esterno. Qualche annuncio on line, da tre persone arrivammo a cinque, poi sette, poi di nuovo cinque: nuovi creativi si sono alternati usando lo spazio in tempi diversi – chi la mattina, chi la sera, chi raramente, chi non riusciva a venire nonostante il desiderio di creare e quindi se n’è andato.

Pittura, cucito, arti applicate, in ogni caso riciclo creativo.

Il passo successivo (2013) è stato quello di trovare un posto più grande a parità di costi, poiché, anche se era difficile incontrarsi se non dandosi appuntamento, era anche vero che per consolidare il gruppo serviva un luogo più grande, persone sufficientemente presenti con cui progettare una continuità e maggiore affiatamento.

E così, per caso, conobbi una persona adatta e grazie a lei uno spazio nuovo. Molto grande, questa volta, 150 mq, e molto economico: di fatto un magazzino, seminterrato non abitabile, senza riscaldamento. Vent’anni prima era stato sede di una bisca clandestina: le finestre che davano sul cavedio sotto strada erano state murate per non far passare la luce e destare sospetti sull’attività in corso!  Neanche a dirsi, i condomini ci hanno accolto con una certa diffidenza, calmierata a fatica con il tempo!

Qui, in via Buniva, sempre zona Vanchiglia, c’era la stanza dei lavori sporchi, un grande stanzone comune e i servizi interni. Il gruppo via via è cresciuto grazie al passaparola; l’affitto contenuto ci ha consentito di acquistare diversi macchinari di uso comune. Molto entusiasmo, poca luce e molta umidità ci hanno accompagnato per due anni.

Le stoffe, però, stavano ammuffendo, lavorare, seppur poche ore, con la stufetta ad aria calda non era sufficiente nei mesi invernali e la gradevole frescura sotterranea nell’estate afosa era comunque malsana senza un vero ricambio d’aria. Così nel 2015 c’è stata una svolta e siamo tornati finalmente a rimirar le stelle!

Per una serie di casualità positive e coincidenze di tempi abbiamo trovato un posto bellissimo – e, speriamo, definitivo! – in via Parma 53. Questo è finalmente “IL” laboratorio condiviso che sogno da anni! 140 mq, luminoso e accogliente, riscaldamento autonomo, pavimento asciutto e bagno interno (senza ragni).

Una bella avventura, tanto impegno, tanta fiducia e qualche inconveniente durante i lavori di sistemazione (ma risolvibile con 30 giorni di gesso, senza appoggiare il piede a terra!)

Al momento ci sono un paio di postazioni disponili per accogliere nuovi creativi.

Anche se per natura la creatività, tanto più quella condivisa, è in evoluzione e trasformazione continua, il gruppo di creativi si è consolidato e ha approfondito via via la conoscenza reciproca.

La sfida è aperta.

 

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