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Ritorno alle origini…Faîtes vos Choix

Quando ho cominciato a cucire, o, meglio, quando Adele mi ha iniziato a quest’arte, imparate le basi da zero, mi sono dedicata soprattutto agli accessori, e per lo più alle borse.

In occasione del primo Natale “con ago e filo” ho realizzato per alcune care amiche le prime borse hand made.

Da lì in poi ne ho fatte parecchie, tante, direi, di ogni tipo e misura. Poi mi sono un po’ stufata…

Oggi ho ritrovato nuova linfa sul tema grazie alla collaborazione con Laura Canale (Linea Look in), un’artigiana conosciuta qualche anno fa, un’amica. La mia passione per la grafica, il grande supporto di mio marito, l’esperienza di Laura con la macchina da cucire, e, insieme, la voglia di sperimentare, ci hanno portate a realizzare nuove borse: Faites vos Choix è il risultato.

Sono borse stampate in ecopelle: è un gioco di libera composizione – modello e grafica. Rigorosamente fatte a mano, con materiali italiani di qualità.

Cinque i modelli: Messenger big, messenger small, borsotto, porta I pad e pochette.

Tre le linee: Fonts, Filo d’Arianna e Spigato.

Scegli e crea: shake your style!

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Echi d’autunno

Disegni di stoffa.

La semplicità della forma non implica semplicità di progetto (anzi!).  

Più che borsa, un insieme di disegni e geometrie nati dalla scelta e dall’accostamento dei materiali e delle textures, come sempre.

 

Righe più o meno spesse, parallele, oblique o incrociate. Materiali lisci o ruvidi; opachi o luminosi. Luci e ombre.

…Perché se uno si guarda allo specchio a faccia in giù più che una faccia vede una “cosa”poco armonica e poco simmetrica, dove riesce a percepire solo i difetti del volto.

Ma se prendi il velluto e lo metti a testa in giù scopri un altro colore, un’altra luce, un’altra profondità.

E il bello è stato accostare in un oggetto le due facce, una stessa materia con due “io

 

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Incrocio magico, composizioni e varianti

Incrocio dopo incrocio il tessuto varia a seconda della stagione, la forma si arrotonda e il gros si ammorbidisce.

C’è velluto e velluto, quello a coste larghe, quello a coste fini… poi ho scoperto quello a righe diagonali (??).

Questo marrone a coste larghe mi ricorda i pantaloni che mettevo da bimba, ereditati da qualche amico di famiglia, sicuramente maschio, dettaglio che per mia mamma era certo di poco conto. Quei pantaloni “a 500 righe” tutti dritti larghi uguali e un po’ rigidi che schiacciavano la pancia, non li amavo particolarmente. Altro erano le “1000 righe”, fini fini, quelle usate spesso per le gonne blu, che si portavano, sempre nei tardi 70, sotto il ginocchio con un forma un po’ a campana.

In questa piccola produzione il velluto è dominante: coste larghe e fini, marrone e blu scuro, caldo e resistente, adatto all’inverno.

La forma rettangolare che chiude a soffietto arrotonda le curve grazie all’abbottonatura lungo il bordo superiore che trasforma il rettangolo in una forma “a sacco”.

Oltre alla silhouette, si ammorbidisce anche il gros grazie ad uno sbieco di velluto trovato casualmente con cui ho realizzato la variante materica dell’incrocio.

Il tutto molto divertente ma ogni scelta comporta maggiore complessità, sia per la sequenza di cuciture, i numerosi passaggi, sia per la precisione delle misure (sennò si perde l’asimmetrica simmetria!).

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