Posts Tagged ‘Bottoni’

Pensando a lui…

Un occhio alla parte maschile– in me e fuori di me – lo tengo sempre aperto.

Questa è la rivisitazione del gemello in chiave attuale pescando nel vintage.

Erano bottoni degli anni Cinquanta-Sessanta, vecchi seppur nuovi.

I “mitici” bottoni del signor Sandro (questo il suo vero nome!) sono diventati gioielli da uomo esclusivi, non tanto per il materiale quanto per la storia che si portano dietro.

 

 

 

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Bottoni gioiello e ricerche d’archivio II

Ci risiamo…

Ho ceduto un’altra volta all’acquisto compulsivo…

Non vestiti d’alta moda, non scarpe (la capacità dell’armadio mi obbliga a scelte durissime… sono arrivata al punto che se mi compro un paio nuovo devo buttarne via uno “vecchio” perchè non ci stanno più…), non gioielli né tanto meno pellicce…nulla di tutto ciò. Solo cose vecchie e spese limitate, anzi cose nuove riesumate dalla polvere e dal passato.

E così ecco a voi i miei nuovi-vecchi-nuovi orecchini realizzati con bottoni super vintage e super original (anche detti “bottoni gioiello”) in commercio tra il 1950 e il 1965. Certificati da chi al tempo li vendeva. Sì perché il signor Augusto faceva il rappresentante di una ditta di bottoni, tutti ovviamente e rigorosamente italiani, anzi piemontesi. “Roba bella, mica come quella che si vede in giro oggi”…”a fine collezione compravo le rimanenze e mia moglie le vendeva poi in merceria….  eh già… hanno tutti chiuso i bottonifici…”.

Senza farmi prendere dalla malinconia e dai luoghi comuni – ahimé veri come non mai – ho ascoltato la storia dei bottoni mentre il piccolo segugio che c’è in me cercava meraviglie del passato passando a setaccio con minuziosa attenzione mille scatole e cassetti.

Che gioia.

Grazie signor Augusto per un’ora di mani impolverate in sua compagnia.

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Bottoni gioiello e ricerche d’archivio

Un po’ topo da biblioteca, un po’ Sherlock Holmes …

Mi è sempre piaciuto curiosare nel passato.

Che questo avvenga passeggiando in un mercatino delle pulci, frugando in un negozio di roba usata o rovistando in un fondo di magazzino (con il permesso del proprietario!), poco importa.

Quello che mi affascina è farmi guidare dagli oggetti, immaginarmi la storia che c’è dietro, chi li ha portati, usati, o ordinati magari da un vecchio catalogo dalle pagine ingiallite. Spesso l’impressione è che siano gli oggetti a trovarmi, non io che trovi loro.

Il che sarà anche, però il mio problema è un altro: che mi trovano troppo spesso!

Nel caso di questi bottoni – nuovissimi ma datati – quello che mi cattura è tutto: la forma, il colore, il disegno, il materiale.

E trovare il modo di valorizzarli è stato altrettanto interessante.

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