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Giocando si impara: buone pratiche educative e Metodo Montessori.

L’educazione è un processo naturale effettuato dal bambino, e non è acquisita attraverso l’ascolto di parole, ma attraverso le esperienze del bambino nell’ambiente”. (Maria Montessori)

Approfondendo, come mamma e come architetto, la realizzazione di giochi per le mie bambine mi sono avvicinata – e subito appassionata! – al Metodo Montessori.

Tra i concetti cardine alla base del pensiero di questa donna illuminata ci sono tematiche che mi hanno conquistato: innanzitutto la consapevolezza che il bambino è competente di per sé ed è portatore di intelligenza; sta all’adulto strutturare spazi e tempi, occasioni ed esperienze volte a liberare questo potenziale.

L’adulto non è per forza “colui-che-sa” e che deve insegnare al bambino “che-non-sa”.

Altro concetto cardine, la libertà nell’apprendimento: spiegare non è sufficiente perché un bambino apprenda; deve provare in prima persona, sperimentare, indagare, tentare diverse strade, sbagliare… Procedendo in questa direzione conquista a poco a poco la sua autonomia, acquisisce sicurezza e interiorizza le proprie scoperte.

Infine, il concetto di questo metodo educativo che mi ha maggiormente conquistato è il tema dell’errore amico, ovvero che il bambino può imparare senza essere giudicato. Attraverso la sperimentazione il bambino acquisisce conoscenza e corregge i propri errori: capisce quando una cosa è “giusta” o “sbagliata” senza che un adulto dall’esterno lo giudichi per questo (e faccia insorgere in lui un senso di frustrazione e inadeguatezza).

In questo contesto educativo ho realizzato e, in parte, liberamente rielaborato i telai delle allacciature pensati per favorire l’autonomia dei bambini nel vestirsi e nella vita di tutti i giorni. I telai sono dei giochi (da adulti li chiameremmo “educativi” – ma un bambino “si educa” sempre, soprattutto quando si diverte ed è felice!) in cui il bambino sperimenta la propria manualità, affina tecniche e strategie, conquista un passo dopo l’altro il mondo intorno a sé, corregge i propri errori.

Queste attività allenano alla precisione, sviluppano la manualità fine e la coordinazione delle mani, favoriscono la concentrazione per portare a termine un lavoro e finalizzare un’azione.

I giochi-allacciature sono i più svariati: zip, bottoni, bottoni automatici, velcro, ganci… di varie dimensioni e grado di difficoltà. Ogni telaio presenta un’unica chiusura riproposta più volte per favorire l’ordine e la possibilità di assimilare il movimento e la coordinazione.

Ho realizzato anche pannelli con una campionatura di chiusure che si possono incontrare nella vita di tutti i giorni: le chiavi di casa o del lucchetto, i lacci delle scarpe, la chiusura dello zaino, la treccia dei capelli ecc. Si tratta di allacciature con diversi movimenti e gradi di complessità, che possono essere fruiti da più bambini (es. due fratelli): con questa interazione il bambino più piccolo potrà imparare da quello più grande e tentare ogni volta una nuova sfida.

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