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Da bottoni ad orecchini

Da bottoni ad orecchini il passo sembrava più breve…!

Dopo qualche tempo i bottoni fatti a mano sono diventati orecchini.

Passaggio apparentemente scontato…: fatto il bottone, metto il gancetto, cosa ci vuole?

Non è sempre semplice ciò che appare tale…  interessante però trovare di volta in volta la tecnica più adatta…

Mi sono ancora cimentata a realizzare da zero bottoni in tessuto: una nuova occasione per continuare a sperimentare sovrapposizione di materiali e textures diversi.

Una retina qui, un pizzo là, un pezzo di tenda, un po’ di seta, qualche cravatta (trova quale… qualcosa lo trovi nei cerchietti… acqua acqua fuochino fuochino…), qualche materiale preso a prestito da altri mondi… divertente!

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Porta tabacco – Di necessità virtù

Negli ultimi mesi il ritorno al tabacco e alla sigaretta arrotolata sono diventati non tanto una questione di moda quanto una necessità di portafoglio. Negli scaffali delle tabaccherie le stecche di sigarette hanno lasciato via via spazio ai “pacchetti da 10” e soprattutto alle sempre più numerose e colorate bustine di tabacco.

Da questa esigenza tornata in auge, di “contenere” e “trasportare”, e dalla mia esigenza di “bruciare” non tanto tabacco, quanto piuttosto un po’ di stoffe per fare spazio in laboratorio, mi sono messa all’opera per confezionare discreti porta tabacco.

Forma semplice, chiusura adattabile al contenuto, qualche vezzo qui e là, qualche scomparto interno – non si sa mai, qualcosa da metterci dentro salta sempre fuori.

Ho giocato ad accostare diversi tessuti per scoprire ogni volta un fuori e un dentro diversi. E poi ho recuperato degli avanzi di un bellissimo alcantara marrone scuro, molto elegante, e i portatabacco sono diventati quasi pochettes.

Un po’ portatabacco. Un po’ portafogli. Non per forza “freak”.

 

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Fascino stile retrò – tie restyle

L’idea mi ha svegliato una notte nel silenzio di un lampo di luce incolore.  Mi sono sempre piaciuti i foulard, anzi i foularini, quelli stretti e lunghi, colorati ma in tinta unita: mi piaceva intonarli alla maglia o agli orecchini, o magari alle scarpe, e legarli al collo, rigorosamente di lato.

Mi piaceva quel loro cadere molle dietro la schiena, quella presenza silenziosa ma non casuale.

Evocavano un fascino discreto, mai volgare, antico, riservato, appena provocante.

Alla fine è nato un nuovo oggetto versatile, a metà tra una cravatta versione donna (ma che può portare anche un uomo), un girocollo e un bracciale. Si indossa sul collo nudo, o sopra una dolcevita o sotto il colletto di una camicia, con il bottone al centro o di lato – a me piace di più! – o al polso, come bracciale di seta.

La difficoltà è stata soprattutto risolvere la chiusura: non volevo rovinare la semplicità dell’idea e dell’oggetto con bottoni o gancetti; l’unico bottone, grande e in stile vintage, non ha un uso funzionale ma solo estetico.

Dopo diversi ragionamenti e ipotesi che mi se,brava non portassero a nulla, quella notte, all’improvviso, ho capito come realizzarlo…    

Disponibile da Interno 22 via Santa Giulia angolo largo Montebello a Torino.

 

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